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Provolone del Monaco

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È sempre curioso chiedersi come un determinato formaggio acquisisca il suo nome. Una domanda che quasi tutti si sono posti per il caciocavallo, ad esempio, per poi scoprire che questo prodotto caseario riceve il suo nome perché viene posto a “cavallo” di bastoni durante la stagionatura.

Non possiamo quindi esimerci dal chiederci l’origine del nome “Provolone del Monaco”: con un formaggio dalla nomenclatura così particolare è lecito aspettarsi una storia altrettanto interessante.

In realtà, come spesso accade quando si parla di prodotti tipici dell’alimentazione italiana, è la semplicità a regnare sovrana: il nome di questo formaggio nasce dai mantelli indossati dai pastori per proteggersi dal freddo nelle mattine di mercato. Con un aspetto molto simile a monaci, questi produttori prendevano quindi il medesimo nome e così anche il loro formaggio.

Chiunque abbia potuto vedere e assaggiare il Provolone del Monaco è in grado di riconoscerlo a prima vista: la pelle sottile che lo riveste è divisa in almeno sei parti dal filo di rafia utilizzato per legarlo. Questa particolarità, così come la forma circolare schiacciata e il colore lo fanno sembrare un melone maturo, pronto per essere aperto e gustato.

Il sapore di questo formaggio, d’altronde, non ha niente da invidiare ai frutti più saporiti: grazie ai pascoli dove si nutrono liberamente gli animali da cui viene ottenuto il latte, ci troviamo di fronte a un formaggio dalle venature dolce ma leggermente piccante, che viene fatto stagionare per diversi mesi al fine proprio di enfatizzare questi sapori.

Il tempo dona al formaggio un colorito più giallo e un sapore ancor più piccante e solitamente la stagionatura non rimane al di sotto dei sei mesi, durante i quali si assiste a diverse fasi di asciugatura e cambio di ambiente al fine di unire la tecnica e la conoscenza tradizionale con quella più moderna e accreditata.

Un connubio perfetto che si rispecchia nel sapore del formaggio stesso.

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Pubblicato in: Formaggi, Regioni, Campania

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