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Provola affumicata di Bufala

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Tanti sono i nomi che vengono alla mente quando pensiamo alla produzione casearia italiana. Questo perché la varietà del nostro territorio, dei nostri pascoli e degli animali che vi vivono è tale da permettere mille e più risultati diversi.

Spesso, nel parlare di formaggi con una persona che vive al di fuori del Bel Paese, è difficile trasmettere l’impatto che questo particolare alimento ha sulla nostra vita di tutti i giorni. Oltre ad essere motivo di orgoglio riconosciuto in tutto il mondo, infatti, il formaggio scandisce i momenti della nostra giornata. Accompagna i nostri pasti, è legato ai nostri ricordi.

Non sorprende, quindi, scoprire di avere in mente decine di nomi quando si arriva a pensare ai formaggi, anche senza essere esperti di questi alimenti.

Un esempio lampante è la provola: questo formaggio estremamente comune cela una storia dietro di sé che è difficile da immaginare per chiunque si appresti a gustarlo a tavola. Il nome stesso, “Provola” deriva dalla parola “Prova”, in quanto questo specifico formaggio nasce proprio per testare la filatura della mozzarella.

Come tanto spesso capita quando si parla di cibo, ciò che nasce con uno scopo ne può assumere facilmente un altro: ecco quindi che la Provola, più facile da mantenere e stagionare rispetto alla mozzarella, compariva con sempre maggior forza all’interno dei presepi napoletani (e quindi nella cultura e nella tradizione).

Sebbene, in genere, la Provola nasca dal latte vaccino, esiste una variante che fa piena forza del sapore del latte di bufala: la Provola Affumicata di Bufala, infatti, viene affumicata con alloro e paglia umida ed è tanto simile alla sorella nata dal latte vaccino, quanto diversa per le proprietà uniche del latte di Bufala che ne arricchisce il sapore e la rende l’ingrediente ideale di molti piatti tipici locali

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Pubblicato in: Formaggi, Campania

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