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Fior di latte

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Tra i mille e più prodotti caseari che popolano la cultura culinaria italiana, il Fior di Latte potrebbe apparire come meno interessante. Non gode della lunga e complessa stagionatura che viene marcata a fuoco su alcune forme di formaggio e non ha neanche una tecnica particolare come quella riconducibile al Caciocavallo.

Ma basta questo per ridurre il valore di un formaggio? Certo che no, d’altronde il Fior di Latte rimane uno dei prodotti caseari più apprezzati e consumati in Italia e non solo. Così simile alla mozzarella ma nato solo da puro latte vaccino, il Fior di latte si mangia fresco, così da poter ancora assaporare il sapore intenso e inebriante del latte.

Contrapposto così ai formaggi stagionati che appaiono duri e stoici, i quali vengono di solito apprezzati in occasioni speciali o alla fine di un pasto, il Fior di Latte è invece l’amico di tutti i giorni. Viene gustato fresco o va a guarnire una pizza o una caprese.

Perché anche se in Italia si trova la culla della cucina più buona del mondo e nei ristoranti pentastellati si trovano decine di piatti con nomi italiani, il genuino abitante dello Stivale sa riconoscere la bontà e la qualità che si cela dietro all’aspetto apparentemente semplice.

Un formaggio genuino, quindi, che ha però una sua storia e torna indietro nella città di Agerola dove sono migliaia di anni che viene tramandata la passione e la cultura della produzione di formaggio vaccino.

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Pubblicato in: Formaggi, Campania

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