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Burrino di Bufala

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L’Italia è un paese di poeti, santi e navigatori. Ma, prima ancora di questo, è un paese di agricoltori e pastori, i quali hanno donato alla nazione prodotti famosi in tutto il mondo, orgoglio della cucina italiana e della sua tradizione.

Non è raro che i prodotti più apprezzati siano nati in passato per errore (vedesi l’Amarone di Valpolicella) o per far fronte a un’esigenza e siano poi stati tramandati in questo modo, con la tradizione che ha sconfitto ancora una volta il progresso.

Un formaggio diventa così il cantastorie di un tempo lontano, quando all’interno di una sfoglia di formaggio di Bufala veniva collocata una sfera di burro per conservarla nel tempo. Nasceva così il Burrino di Bufala, con la sua forma caratteristica, un formaggio grasso ideale da spalmare su delle fette di pane calde (o anche gustato da solo) e accompagnato da un buon vino rosso.

Un formaggio ideale quindi per arricchire un antipasto o semplicemente per accompagnare quattro chiacchiere attorno al tavolo, dove tra bicchieri di vino e pane abbrustolito è possibile dimenticare anche solo per un momento gli affanni della vita quotidiana.

Il cibo è storia, amore e tradizione. Il cibo è conforto, come ci insegna il Burrino con il suo abbraccio e il suo sapore.

D’altronde, è sufficiente osservare per pochi secondi il Burrino per riconoscerlo: la sua forma a pera, con la testina divenuta celebre tra gli appassionati di formaggi e il suo sapore sono tutti ricordi di un’epoca lontana, quando il cibo doveva essere conservato il più a lungo possibile al fine di poterlo apprezzare anche a distanza di tempo.

In quella pallina di burro c’è tutta la tradizione e l’ingegno che i pastori di un tempo avevano riversato nel loro prodotto e che ancora oggi arriva a noi così come nasceva tanti anni fa in Campania.

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Pubblicato in: Formaggi, Campania

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